Art. Alpino Pietro Ventura

 

Fin da giovanissimo, come era uso allora, svolge il lavoro nei campi per aiutare il padre, colono-mezzadro nel podere del Conte Ranuzzi. Il piccolo Pietro ha poche possibilità di studio ed alternando l’apprendimento del mestiere di contadino con quello scolastico, riesce a completare la 4°elementare. La sua vita era estremamente monotona, pochi svaghi, pochi soldi e molto lavoro.

Basti pensare che la rara occasione di andare a Bologna, a piedi o in bicicletta, era considerata un evento straordinario. Unica possibilità per allontanarsi, mettendo in difcoltà la famiglia alla quale venivano a mancare due braccia per il lavoro, era il servizio militare.

Pietro, abile arruolato, parte da Casalecchio di Reno il 4 aprile 1934 con i coscritti della classe 1913 ed è assegnato al 2° Reggimento Artiglieria alpina Gruppo “Vicenza”, dove svolge servizio a ferma ridotta no ad ottobre prevista per i coloni. Conclusa la sua prima esperienza di vita militare ha appena il tempo per iscriversi al costituendo Gruppo Alpini di Casalecchio di Reno quando una nuova cartolina rosa lo richiama in servizio per istruzione ed il 12 maggio 1935 è nuovamente al Gruppo “Vicenza” del 2° Rgt. Art. Alpina mobilitato per la campagna dell’Africa Orientale ed il 9 gennaio 1936 parte da Napoli con tutto il Reggimento. Conclusa la guerra con la conquista dell’Etiopia rientra il 12 aprile 1937 con la decorazione di una croce di guerra al valor militare e ricollocato in congedo. Pietro è fra i festeggiati nella serata promossa l’8 maggio 1937 dal Gruppo per il ritorno dei soci reduci dell’Africa. Riprende quindi il suo lavoro e l’assidua partecipazione alla vita associativa no al 31 agosto 1939, quando un nuovo richiamo di quattro mesi, per istruzione, lo vede nuovamente presso il Gruppo “Vicenza” del 2° Artiglieria no al 12 dicembre.

In previsione dell’entrata in guerra dell’Italia, il 3 giugno 1940 ennesima cartolina rosa e dall’11 giugno è dichiarato giunto in territorio in stato di guerra sul fronte alpino occidentale. Con la parziale smobilitazione di diversi reparti decisa dal governo, il 2 ottobre viene ricollocato in congedo. Passano quattro mesi ed il 12 febbraio 1941 è richiamato ed assegnato al Gruppo di artiglieria alpina “Val d’Adige” del 3° Gruppo alpini “Valle” impegnato nella campagna contro la Jugoslavia. Dal 29 dicembre 1941 al 18 gennaio 1942 rientra dal fronte per la licenza agricola di 20 giorni. Nuovo imbarco per raggiungere il proprio reparto che dalla Jugoslavia si trasferisce in Montenegro. Il Gruppo “Val d’Adige” passa alle dipendenze del 6° Reggimento Artiglieria Alpina, costituito appositamente, ed assegnato alla Divisione Alpina “Alpi Graie” per contrastare le formazioni partigiane montenegrine. Nel maggio 1942 la divisione è concentrata nella zona di Niksic per raggiungere la regione di Gornje Polje centro delle formazioni partigiane. Perno della difesa nemica era la quota 852 dell’Uzdomir dalla quale si dominava la città. L’attacco degli alpini, sostenuti dai gruppi di artiglieria, ebbe inizio la notte del 5 maggio. Con alterne vicende lo scontro fu durissimo con attacchi e contrattacchi che si protrassero per cinque giorni. L’8 maggio Pietro Ventura, che ha incarico di mitragliere a difesa della propria batteria attaccata da forze soverchianti, si prodiga per respingere l’attacco. Incurante del pericolo, nell’atto di lanciare l’ennesima bomba a mano, viene colpito da una pallottola alla testa e muore sul posto. Per l’eroico comportamento gli viene conferita la croce di guerra al valor militare “alla memoria”.

La salma ricomposta rientra in Italia con tutti gli onori ed il 7 giugno a Casalecchio di Reno si svolge il funerale alla presenza delle autorità cittadine e del Gruppo Alpini, quindi tumulata nel locale cimitero.

Con la ricostituzione del Gruppo Alpini di Casalecchio di Reno nel 1963, in occasione della cerimonia di benedizione e consegna del Gagliardetto, questo viene dedicato alla memoria dell’Artigliere Alpino Pietro Ventura.

Con il passare delle generazioni questo importante atto si era perso fra le tradizioni del Gruppo ed oggi ritrova la giusta, meritata ricollocazione nella sua storia.

Lettera Pietro Ventura
Lettera inviata dal Comandante del 6° Rgt. Art. Alpina Col. Mario Pederzolli in data 22 dicembre 1942 al padre di Pietro Ventura con inserita la motivazione della Croce di Guerra al Valor Militare “alla memoria”.